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La vita che è ancora scoperta

Sebbene il riscaldamento globale minacci la nostra sopravvivenza, scopriamo ancora nuova vita, come in Antartide e su di un asteroide

Copertina_Scoperta nuova vita

Il riscaldamento globale è reale? Mentre i politici ancora ne discutono, gli scienziati rispondono affermativamente dati alla mano, suggerendo di non domandarsi più, ormai, se stia succedendo davvero e di chi sia la colpa, e di chiedersi, invece, che cosa sia meglio fare a partire da subito.

Il riscaldamento globale è reale? Facciamo un esempio

Luglio 2017, costa orientale della penisola Antartica: A68, l’iceberg più grande del mondo – “5800 chilometri quadrati, per intendersi pari alle dimensioni dello stato di Israele”[1] – si è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Larsen, minacciando con la sua traiettoria di poter raggiungere l’isola della Georgia del Sud e così, arenandosi in acque basse, di poter “sconvolgere le abitudini nutritive dei pinguini e delle foche che popolano l’area”[2].

Il distacco di un così grande iceberg dall’Antartico ha moltiplicato l’allarme sul cambiamento climatico e la preoccupazione che lo scioglimento graduale del Polo Nord e del Polo Sud possa alterare la vita sul nostro pianeta.

LA REPUBBLICA

 L’A68 si sta spezzando, ma il pericolo non è ancora del tutto scampato.

La scoperta accidentale di nuova vita sotto i ghiacci antartici

Non lontano dalla piattaforma Larsen se ne trova un’altra, la piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne o Ronne-Filchner. Recentemente, i ricercatori della British Antarctic Survey vi hanno creato – manualmente – delle buche e vi hanno calato – per oltre 900 metri (tale è, infatti, lo spessore di questa piattaforma) – una videocamera: è proprio così che è stata scoperta nuova vita, non ancora identificata, sotto i ghiacci antartici, eccezionalmente lontano da fonti di cibo e di luce solare.

I ricercatori hanno osservato un’area la cui estensione equivale all’incirca a quella di un campo da tennis, attualmente uno degli habitat meno conosciuti sulla Terra

Gli animali, così casualmente scoperti, sembrano simili a delle spugne. Ci si sta interrogando sul come riescano a vivere in condizioni tanto estreme.

La scoperta è stata sensazionale. Il biogeografo marino e ricercatore della British Antarctic Survey, Huw Griffiths, ha dichiarato, infatti, che  “la vita negli ambienti più difficili dell’Antartide è più adattabile e con più biodiversità di quanto [pensassimo; a]bbiamo scoperto che questo non è un cimitero in cui alcune cose si aggrappano, [ma qualcosa di] più complicato”[3].

Così come il distacco dalla piattaforma Larsen dell’iceberg A68 ha messo in pericolo pinguini e foche della Georgia del Sud, allo stesso modo, anche per la sopravvivenza di queste spugne, che vivono al di sotto della piattaforma Filchner-Ronne, è allarme riscaldamento globale: “[q]uando le calotte glaciali collassano a causa del riscaldamento globale, [infatti, animali come questi] potrebbero non essere in grado di adattarsi ai rapidi cambiamenti”[4].

La scoperta che può riscrivere la storia della Terra

Ancora più recentemente gli scienziati hanno fatto un’altra grande scoperta trovando per la prima volta acqua e materiale organico sulla superficie di un asteroide appartenente al nostro sistema.

Gli studi sono stati condotti su un campione dell’asteroide Itokawa, recuperato dalla Japan Aerospace Exploration Agency nel 2010 grazie alla missione Hayabusa.

L’acqua e il materiale organico rivenuti sulla superficie di Amazon – è così che è stato soprannominato il frammento – non hanno un’origine aliena, ma sono il risultato dell’evoluzione dell’asteroide stesso. Pertanto, è possibile presumere che quest’ultimo si stesse evolvendo similmente alla Terra prebiotica[5].

“Per evoluzione prebiotica, precedente la comparsa della vita, si intende l’evoluzione chimica che ha portato alla formazione di composti organici partendo da molecole inorganiche. Questo processo si è svolto nel corso del primo miliardo di anni a partire dalla formazione della Terra”[6].

La sensazionalità della scoperta sta nel fatto che, dunque, anche gli asteroidi di tipo S (ricchi di silicati), che sono i più comuni nel sistema solare, possono contenere i componenti essenziali della vita.  Fino ad ora le ricerche si erano concentrate su quelli di tipo C (ricchi di carbonio).

Che si tratti di trovare nuova vita sotto l’Antartide o su di un asteroide, le ricerche degli scienziati vanno e andranno avanti… Quant’altra vita scopriremo ancora?

To be continued.


[1] Enrico Franceschini, “Antartide: l’iceberg gigante si è spezzato”, La Repubblica, 29 gennaio 2021. Consultabile al seguente indirizzo https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/01/29/news/antartide_l_iceberg_gigante_si_e_spezzato-284749827/.

[2] Ibidem.

[3] “Scoperta accidentale in Antartica: c’è vita «non identificata» sotto la calotta glaciale”, Rai News, 15 febbraio 2021. Consultabile al seguente indirizzo https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Scoperta-accidentale-in-Antartica-ce-vita-non-identificata-sotto-la-calotta-glaciale-dbf91f33-fa09-4939-95ca-fd10cb225e60.html#foto-1.

[4] Ibidem.

[5] Adam Smith, “Scientists shocked at water and organic material found on asteroid”, The Independent, 4 marzo 2021. Consultabile al seguente indirizzo https://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/space/water-asteroid-hayabusa-mission-space-b1812285.html?utm_content=Echobox&utm_medium=Social&utm_source=Twitter#Echobox=1614852096.

[6] “Dall’evoluzione prebiotica alle prime cellule”, Sapere. Consultabile al seguente indirizzo https://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/biologia/Evoluzione-e-diversit–dei-viventi/La-storia-della-vita-sulla-Terra/Dall-evoluzione-prebiotica-alle-prime-cellule.html#:~:text=Per%20evoluzione%20prebiotica%2C%20precedente%20la,organici%20partendo%20da%20molecole%20inorganiche.

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Autore articolo

Federica Fiorletta - autore

Federica Fiorletta

Redattrice

Laureata in Lingue, Culture e Traduzione Letteraria. Anglista e francesista, balzo dai grandi classici ottocenteschi alle letterature ultracontemporanee. Il mio posto nel mondo è il mondo, viaggio – con il corpo e/o con la mente – e vivo per scrivere.

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