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InfluNet: il portale dell’ISS mostra un crollo dell’influenza stagionale

Le regole anticontagio stanno funzionando e l’indice è ben al di sotto della soglia basale

InfluNet

Il protagonista di quest’annata 2020/21 non può che essere il Coronavirus ma le buone regole valide per la Covid19 stanno avendo effetti importanti anche sull’influenza stagionale. A dircelo è il rapporto settimanale InfluNet, il sistema di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza sviluppato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il supporto del Ministero della Salute.

Una struttura di monitoraggio che parte dal territorio e che si avvale del supporto di un certo numero di “medici sentinella. Con questa espressione ci si riferisce a quei medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) e altri referenti presso ASL e Regioni, la cui funzione è quella di tenere traccia dell’incidenza, della prevalenza e progressione di una patologia, dato un determinato intervallo di tempo, in una determinata popolazione o area geografica.

La sorveglianza effettuata dall’ISS ha l’obiettivo, dunque, di valutare l’inizio, la durata e l’intensità dell’influenza stagionale, effettuando un monitoraggio anche sulle varie tipologie di virus influenzali.

InfluNet: influenza stagionale ai minimi da venti anni a questa parte

Il picco influenzale atteso, come ogni anno, tra fine gennaio e inizio febbraio non ci sarà. L’uso delle mascherine, il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale e il blocco delle attività ricreative, hanno fatto sì che in questa stagione 2020-21 si sia registrata la più bassa incidenza degli ultimi venti anni. E non è un dato da trascurare. Presi dall’emergenza dovuta alla Covid19, forse ce ne siamo dimenticati, ma l’influenza è una delle dieci principali cause di morte in Italia.

I numeri dell’ISS parlano di una incidenza di 1,43 casi per mille assistiti, ben al di sotto della soglia basale fissata di 3,16 casi per mille. Soglia epidemica stabilita avvalendosi del Moving Epidemic Method (MEM) messo a punto dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Tale valore basale altro non è che un dato di riferimento utile a stimare il numero di contagi attesi sulla base dei numeri registrati nell’ultimo decennio. Per questa stagione 2020/21 la scala di riferimento dell’incidenza è la seguente:

  • Basale: 3,16 per 1000 assistiti,
  • Bassa: 9,37 per 1000 assistiti,
  • Media: 14,37 per 1000 assistiti,
  • Alta: 17,36 per 1000 assistiti,
  • Molto alta: oltre i 17,36 per 1000 assistiti.
Grafico andamento influenzale
Fonte: report InfluNet del 13 gennaio 2021

Nella prima settimana di gennaio, nella fascia di età tra zero e 4 anni, l’incidenza è stata pari a 2,24 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni è stata di 0,90, nella fascia 15-64 anni è fissata a 1,43, e tra le persone sopra i 65 anni è stata di 1,17 casi per mille assistiti.

Nella scorsa stagione in questa stessa settimana l’attività dei virus influenzali di intensificava e il livello di incidenza era pari a 6,6 casi per mille assistiti contro l’1,4 di questa stagione.

InfluNet e i problemi di rilevazione a causa del coronavirus

Proprio la circolazione del coronavirus in Italia, così come nel resto del mondo, ha causato alcuni problemi di rilevazione da parte dei medici. In alcune aree del Paese non è stato possibile portare avanti la sorveglianza: Sardegna, Calabria, Campania e provincia autonoma di Trento e Bolzano non rientrano nelle statistiche. Ciò è imputabile al minor numero di medici sentinella disponibili per effettuare il monitoraggio. Da qui un primo limite della rilevazione perché i numeri e le stime effettuate potrebbero essere a ribasso.

Incidenza influenza stagionale
Fonte: report InfluNet del 13 gennaio 2021

«Le difficoltà sono legate al contesto emergenziale della pandemia», spiega il Dott. Antonino Bella, medico responsabile della Sorveglianza epidemiologica InfluNet. «La sorveglianza si basa sulla visita del medico che rileva una serie di sintomi e poi fa un tampone al paziente per capire di che virus si tratta. Quest’anno però il tampone non viene fatto dal medico di famiglia, ma dalle ASL. Il tampone poi viene inviato all’Istituto superiore di sanità e per tutti questi motivi il numero di tamponi arrivati quest’anno è inferiore rispetto al passato».

Il report dell’ISS non ne fa menzione ma c’è un altro aspetto che potrebbe aver influito su questi dati pur non avendo ancora i dati per poter confutare questa ipotesi. Ci riferiamo ai numeri sulla vaccinazione stagionale. Già sul finire dell’estate 2020 l’AIFA e Ministero della Salute avevano invitato la popolazione a vaccinarsi per scongiurare, almeno, l’influenza di stagione. Purtroppo, come dicevamo, questi dati non sono ancora stati resi pubblici. Tenendo fede alla pubblicazione del 2020, avvenuta attorno al mese di agosto, ci riserviamo la possibilità di integrare le informazioni qui inserite, con i numeri della campagna vaccinale antinfluenzale 2020/21. Ma tornando alle rilevazioni sull’influenza stagionale, il quadro che ci viene fornito sicuramente non è pienamente aderente alla realtà nazionale ma comunque molto vicino e ciò, almeno, ci rassicura. Quest’anno il nemico di cui avere paura ha un altro nome.

Autore articolo

Martina Shalipour Jafari - autore

Martina Shalipour Jafari

Redattrice

Giornalista pubblicista ed esperta di comunicazione digitale.
Instancabile lettrice e appassionata di cinema.
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