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Credevo fosse un film, invece era una pubblicità

E se ad emozionarti fosse uno spot?

Pubblicità per Natale

A Natale, si sa, siamo tutti più…businessmen! Che il Natale fosse diventato un vero e proprio brand, non è di certo una novità. Quello che stupisce, invece, è come le aziende riescano ogni anno a creare delle pubblicità e delle comunicazioni ad hoc per questo periodo di festività, pur avendo da sempre lo stesso brief: Babbo Natale, amore, gentilezza, mocciosi, regali, sorpresa, un po’ di soffice neve. E se riesci a trovare qualche vecchietto dal viso affabile, pure nonni.

Ma a volte, il risultato finale è davvero strabiliante. Ecco alcuni esempi di come la collaborazione tra un brand e il Natale arrivi a creare qualcosa di cui lo stesso Nicholas Sparks andrebbe fiero.

La pubblicità Coca-Cola: A Natale, regala qualcosa che solo tu puoi donare

Non si poteva che iniziare che con sua maestà, Coca-Cola, a cui alcuni attribuiscono il merito di aver anche inventato Babbo Natale così come lo conosciamo oggi. Da quando, negli anni Trenta, Coca-Cola iniziò ad utilizzare il personaggio del paffutello barbuto, il marchio è entrato a far parte definitivamente dell’immaginario collettivo del Natale.

Dallo spot Candles del 1977, che mostrava un coro di persone tutte di nazionalità differenti che cantava il motivetto I’d like to buy the world a Coke, Coca-Cola ha fatto dei passi da vero magnate dell’industria cinematografica. Il messaggio che una bottiglia della loro famosa bibita può unire le persone è arrivato al culmine con lo spot natalizio andato in onda nel 2020, con effetti speciali da premio Oscar, dal titolo A Natale, regala qualcosa che solo tu puoi donare.

Un padre affronta qualsiasi tipo di pericolo e di intemperie sino al Polo Nord per consegnare la letterina di Natale di sua figlia. Quando tutto sembra perduto perché Babbo Natale non c’è, il protagonista viene tristemente raccattato da un enorme camion della Coca-Cola che lo riporta indietro. Solo alla fine dello spot vengono svelati il contenuto della letterina – “Caro Babbo Natale, per favore porta papà a casa per Natale” – e l’identità dell’autista del gigantesco camion, che, naturalmente, era lo stesso Babbo Natale.

La pubblicità Posten: uno spot natalizio per celebrare i 50 anni dalla depenalizzazione dell’omosessualità

E se Babbo Natale fosse gay? In fondo, perché considerarla un’ipotesi impossibile.
Probabilmente è questa la domanda che si sono posti i creativi dell’agenzia che hanno realizzato questo spot per le Poste norvegesi.

Si tratta di una vera e propria storia romantica tra Harry e Babbo Natale (da cui il titolo dello spot When Harry met Santa). Harry è un uomo sulla cinquantina, circondato da una famiglia affettuosa ma dal carattere solitario.

I due incrociano per la prima volta i loro sguardi proprio la notte di Natale ed è amore a prima vista. Di anno in anno, tra il 24 e il 25 dicembre, si conoscono sempre di più, scherzano, bevono cioccolata calda, ma il tempo a loro disposizione è sempre poco, tanto che Harry per l’anno successivo, invia una cartolina al Polo Nord con scritto: “tutto ciò che voglio per Natale sei tu“.
Ecco quindi che, alla fine dello spot, Babbo Natale chiede aiuto alle Poste norvegesi per consegnare i regali, così da poter trascorrere più tempo insieme ad Harry. E proprio in quell’occasione i due si scambiano un tenero bacio.

Lo spot, dalla durata di ben quattro minuti, è stato realizzato per celebrare i 50 anni dalla depenalizzazione dell’omosessualità in Norvegia. Naturalmente, si sono sollevate non poche polemiche a riguardo, ma come specifica anche Monica Solberg, direttore marketing di Posten: “sono 50 anni che in Norvegia possiamo amare chi vogliamo”, e allora perché non può farlo anche Babbo Natale?

Miracolo di Natale: WestJet, un esempio di viralità

Quello di WestJet, compagnia aerea canadese, non è stato un vero e proprio spot, bensì una campagna pubblicitaria che ha riscaldato i cuori di tantissimi.

Un paio di giorni prima che iniziassero le operazioni d’imbarco per due voli WestJet diretti a Calgary, alcuni membri dello staff hanno installato nelle sale d’attesa degli scanner automatici per la lettura dei biglietti. Ogni volta che un passeggero mostrava la sua carta di imbarco, un Babbo Natale in diretta su un megaschermo lo salutava per nome e gli chiedeva quali fossero i suoi desideri per Natale.

Sicuramente, la semplice interazione live con Babbo Natale sarebbe stata più che sufficiente per lasciare un bel ricordo ai passeggeri e fidelizzarli in quanto clienti. Ma la compagnia aerea si è spinta oltre, molto oltre. Tantissimo oltre.

Ogni desiderio per Natale dei passeggeri veniva accuratamente segnato dallo staff che, una volta decollati gli aerei con più di 250 passeggeri a bordo, si è dato allo shopping sfrenato, comprando giocattoli, biciclette, televisori LED a 50 pollici, tablet, e quant’altro. All’arrivo dei passeggeri ai nastri per ritirare i bagagli, ecco spuntare fuori dei pacchi regalo perfettamente infiocchettati. I volti dei destinatari, inizialmente increduli, si sono riempiti di commozione e felicità. WestJet ha prodotto un video dell’intero evento dal titolo Miracolo di Natale, diventato virale in tutto il mondo.

Autore articolo

Sara Giovannoni

Sara Giovannoni

Redattrice

Copywriter pubblicitario, cinefila, nerd.
 Cerco di vivere la vita sempre con la curiosità e lo stupore di un bambino.
Amo scrivere delle cose che mi appassionano,
ecco perché spero di pubblicare, prima o poi, il mio libro sul Giappone.
 
Intanto keizoku wa chikara nari. 
Se volete, andate a cercare il significato!

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