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Eco-innovatori: regali per il futuro

Se a Natale basta il pensiero, quello di questi eco-innovatori guarda al futuro

Ecoinnovatori Terra

Abbiamo deciso di chiudere l’anno con un articolo speciale, una raccolta degli eco-innovatori che hanno contribuito (e contribuiscono), attraverso le loro ricerche, esperienze ed esperimenti, a rendere il pianeta un posto migliore e il futuro un tempo più sicuro. Dei veri e propri regali all’umanità, nella speranza che vengano accolti a braccia aperte. Bene, iniziamo a scalare la nostra selezione e scopriamo insieme quali sono le scoperte e le invenzioni che potrebbero cambiare il mondo.

Eco-innovatori: Sea Forest e l’alga rossa anti-metano

Carne. Se ci fermiamo a riflettere su quanta carne, ogni giorno, viene prodotta e venduta nei banchi alimentari (e non solo) di tutto il mondo, capiremmo subito che l’industria del bestiame è una delle più attive. Quello che forse ci sfuggirebbe però, è l’impatto ambientale che quest’ultima ha sul nostro pianeta. Infatti, durante il processo di digestione i bovini producono circa il 16% delle emissioni di gas serra totali, sotto forma di metano. Questo è uno dei motivi per cui è consigliabile diminuire il consumo di carne rossa, non solo per la nostra salute fisica, ma anche per la salute dell’ambiente.
Ma una start-up ha escogitato un nuovo metodo per nutrire il bestiame, riducendo drasticamente le emissioni di gas.

Si tratta della Sea Forest[1], situata nella Tasmania (Australia), che ha avviato la coltivazione di una particolare alga rossa chiamata Asparagopsis. Una quantità davvero ridotta di quest’alga, aggiunta al tradizionale pasto a base di fieno ed erba di una mucca, aiuta a ridurre fino all’80% le emissioni di metano.
La start-up Sea Forest ha avviato all’interno di alcuni laboratori di ricerca[2], il processo di crescita dell’alga. Quando ha raggiunto la dimensione ideale, viene poi piantata in mare, al largo della costa, cosicché possa dare piena vita al suo sviluppo.
È un organismo così piccolo e a prima vista insignificante, ma l’Asparagopsis ha un potere infinito e magari sarà proprio lei a salvare il mondo dai cambiamenti climatici.

Alga Asparagopsis in crescita controllata – immagine Wall Street Journal

Eco-innovatori: Fuergy, l’AirBnB dell’energia rinnovabile

L’energia elettrica è l’altro grande problema che affligge, non solo le bollette, ma anche il nostro pianeta. Siamo dei grandissimi consumatori di energia elettrica, ma quanto a produttori abbiamo ancora molta strada da fare.
La Fuergy[3], una start-up con sede in Slovacchia, si è posta come mission quella di reinventare il modo in cui le persone producono e utilizzano l’energia. L’obiettivo di questi visionari del fulmine è quello di promuovere un nuovo prototipo di consumatore convenzionale di energia elettrica, trasformandolo in un produttore innovativo di energia green che condividerà con altre persone grazie all’utilizzo di apparati tecnologici manovrati da intelligenza artificiale.

Stando a quanto riportato nel loro portale online, le persone che si affidano a brAIn, l’intelligenza artificiale che regola i consumi di energia, diventerebbero non solo dei consumatori più consapevoli, ma ridurrebbero di molto i propri consumi energetici, limitando al massimo gli sprechi.
Ciò avviene proprio in virtù di un consumo collaborativo, condividendo l’energia rinnovabile con altre persone[4].
La tecnologia di Fuergy si connetterebbe ai dispositivi elettrodomestici rendendoli intelligenti, modulando i consumi e dando la possibilità di condividere l’energia rinnovabile “avanzata” con altri, che potranno utilizzarla allo stesso modo dando vita a un circolo virtuoso. Una magnifica fotografia di quanto possiamo riuscire a realizzare, un gioco in cui vincono tutti, soprattutto il pianeta. Se non è un regalo di Natale questo!

Eco-innovatori: Glass to Power, un mondo migliore fatto di “vetro”

I pannelli fotovoltaici sono una tecnologia già utilizzata e, complice in eco-bonus, anche abbastanza diffusa in Italia e nel resto del mondo. Anche se si tratta di un significativo cambiamento, in particolare per il nostro Paese che in fatto di energia rinnovabile ha dei grossi limiti, non è comunque un passo sufficiente a limitare il nostro impatto ambientale. Ed è qui che entra in gioco Glass To Power, una start-up tutta italiana che ha un sogno: quello di trasformare le nostre finestre e i grattacieli in pannelli in grado di catturare energia e rinnovarla.

La sfida dei professori bicocchiani, Francesco Meinardi e Sergio Bovelli, e di tutto il comitato che ha portato avanti questo visionario progetto, è stata quella di identificare un materiale in grado di convertire parte della luce in energia[5], senza però trascurare le caratteristiche del vetro, così da adattarlo nella maniera più naturale possibile alle costruzioni. L’idea è piaciuta talmente tanto che con un’iniziativa di crowdfunding Glass To Power ha raggiunto la somma di 2,250 milioni di finanziamento.
Noi ci auguriamo che questo prezioso regalo sia consegnato, senza crepe!

Vetro fotovoltaico Glass To Power – immagine QualEnergia

Eco-innovatori: U-Earth, il respiro è battito, la vita è aria

Ciò che mangiamo, l’energia che utilizziamo (e spesso sprechiamo), ma anche ciò che respiriamo. Stiamo scoprendo che tutti questi argomenti hanno qualcosa in comune: fanno del male al nostro pianeta e anche a noi stessi.
In particolare, l’aria che respiriamo, in una percentuale che diventa sempre più preoccupante, non è più solo aria, ma un miscuglio di gas, polveri fini, smog che a lungo andar danneggia gravemente la nostra salute, provocando patologie irreversibili e, in alcuni casi, il decesso. Inutile ribadire quanto male faccia l’inquinamento alla Terra. È uno dei grandi problemi del nostro secolo e non è trascurabile.

Dello stesso avviso è la start-up U-Earth[6], fondata da Betta Maggio nel 2018 con sede a Londra, che ha intenzione di utilizzare le biotecnologie per purificare l’aria che respiriamo ogni giorno. La tecnologia prende il nome di Amadahy Urban, un sistema unico al mondo capace di digerire fino a 76kg di inquinanti al giorno ed equivalente ad una foresta di 6000 querce[7]. A completare questo apparato, poi, c’è una rete di sensori di monitoraggio costante della qualità dell’aria, in grado di tenere d’occhio ben 9 parametri di contaminazione ogni 5 minuti e inviarli all’interno del cloud, che schedulerà tutti i dati[8].
Una vera e propria rigenerazione dell’aria che porterà le persone a capire la differenza e l’importanza di vivere in un mondo privo d’inquinamento, anche quello che normalmente non vediamo a occhio nudo.

Eco-innovatori: il regalo più grande per il futuro del nostro pianeta siamo noi

Abbiamo visto una piccola compilation degli eco-innovatori che, con il loro duro lavoro di ricerca, stanno trovando modi alternativi per far sì che la nostra vita non subisca cambiamenti drastici nell’immediato futuro e, al contempo, che il nostro pianeta riesca a guarire dalle “ferite” inflitte nel corso di decenni.
Ma non è solo il lavoro dei grandi scienziati a fare la differenza: possiamo essere tutti degli eco-innovatori. Il passo più difficile è sempre il primo, quello che ti costringe ad abbandonare l’idea che si tratti qualcosa di distante da noi, qualcosa che non ci toccherà mai da vicino, lasciando il lavoro duro a chi ha più competenze.

La salute del mondo è una cosa che riguarda tutti, da vicino, perché nel mondo ci viviamo tutti. Quindi, come Babbo Natale, facciamo un grande regalo alla Terra e a noi stessi: giù il velo dell’indifferenza e iniziamo ad amare la nostra casa.

Buon Natale dalla redazione di Future Brain!


[1] Fonte: www.seaforest.com.au/.

[2] Fonte: Documentario Down To Earth, ep. 8, Netflix, 2022, da cui abbiamo tratto anche il titolo per questo articolo dedicato alle invenzioni visionarie che possono salvare il pianeta.

[3] Fonte: www.fuergy.com/, ottimizzare la tua energia.

[4] Fonte: L’officina delle start-up, www.startup-news.it/.

[5] Fonte: Industry Chemistry, www.industrychemistry.com/.

[6] Fonte: Startup Geeks, Le 15 start-up sostenibili italiane, www.startupgeeks.it/.

[7] Fonte: David Casalini, U-Earth, una start-up per riportare le persone a respirare aria pulita, StartupItalia, 2019.

[8] David Casalini, op. cit.


Autore articolo

Sara Giovannoni

Sara Giovannoni

Redattrice

Copywriter pubblicitario, cinefila, nerd.
 Cerco di vivere la vita sempre con la curiosità e lo stupore di un bambino.
Amo scrivere delle cose che mi appassionano,
ecco perché spero di pubblicare, prima o poi, il mio libro sul Giappone.
 
Intanto keizoku wa chikara nari. 
Se volete, andate a cercare il significato!

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