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Saturno: il Signore degli Anelli dal cuore tenero

Dalla missione Cassini sono arrivati alcuni dati fondamentali a comprendere la composizione del nucleo del sesto pianeta del Sistema Solare

Saturno

L’uomo guarda con sempre maggiore interesse all’esplorazione dell’Universo e del nostro Sistema solare. Nel prossimo decennio sono attese diverse missioni che riguarderanno, tra le varie, Marte, la Luna, Giove e anche Saturno. Ed è proprio dal Signore degli Anelli del nostro Sistema solare che arriva una novità sorprendente che lo rende speciale e unico nel suo genere.

Secondo per dimensioni solo al “vicino” Giove, le ultime novità di uno studio pubblicato su Nature Astronomy suggeriscono che il nucleo di Saturno potrebbe essere fluido e non roccioso come si pensava fino a questo momento. Ma come si è giunti a questa supposizione? Scopriamolo nel dettaglio.

Saturno: il gigante fluido

Sono numerose le curiosità che ruotano attorno al sesto pianeta del Sistema solare ma che il suo nucleo fosse fluido, questo se lo aspettavano davvero in pochi. La scoperta è stata fatta da Christopher Mankovich, scienziato planetario del Caltech – California Institute of Technology – e dal suo collega Jim Fuller sulla base dei dati raccolti dalla missione Cassini, in esplorazione attorno a Saturno dal 2004 al 2017[1].

L’obiettivo della sonda era quello di studiare l’anello C del pianeta e rilevare il suono gravitazionale del suo nucleo. Saturno, infatti, ha un nucleo oscillante che con i suoi movimenti crea delle perturbazioni gravitazionali che sono state rilevate dal robot NASA/ESA/ASI. Dall’analisi di queste oscillazioni gli scienziati hanno “osservato” che il nucleo si estenderebbe per circa il 60% del raggio di Saturno e che non esisterebbe un confine netto tra rocce e ghiaccio.

Un nucleo gigantesco rispetto a quelli osservati negli altri pianeti del Sistema solare che solitamente si aggira attorno al 10-20%. La sua massa totale sarebbe 17 volte quella dell’intera Terra. In più, sia le rocce che il ghiaccio del nucleo sarebbero solubili in idrogeno donandogli un comportamento più simile a un fluido che a un composto solido.  

Cosa determina?

Questa conformazione spiegherebbe perché le temperature superficiali di Saturno siano superiori ai modelli convettivi tradizionali[2]. In più, queste osservazioni aiutano a spiegare meglio anche il fenomeno delle onde gravitazionali mentre alcuni interrogativi restano insoluti. Tra questi quello forse più curioso riguarda il suo campo magnetico.

La sonda Pioneer 11 nel 1979 ha confermato l’esistenza di uno strato interno di idrogeno liquido che determinava un campo magnetico prodotto per effetto dinamo. Successivamente ne è stata stimata l’intensità quotata pari a 20 volte inferiore a quello di Giove e simile a quello terrestre (nonostante le dimensioni nettamente superiori). Quello che lascia maggiormente perplessi gli scienziati è che il suo asse coincide quasi perfettamente con l’asse di rotazione di Saturno anziché essere asimmetrico[3].

Saturno: missione Libellula

Come anticipato in apertura, la nostra sete di conoscenza è inesauribile ed è in partenza una nuova missione in direzione di Saturno. Si tratta del progetto Dragonfly, o Libellula, che porterà un drone su Titano, il satellite più grande del pianeta. La scelta di utilizzare un robot volante sarà centrale nel tentativo di osservare aree anche molto distanti dal punto di atterraggio. Una missione che servirà a svelare alcuni misteri della luna di Saturno e a capire cosa si nasconde sulla sua superficie.

Immagine di copertina: ESA.int


[1] DiNeel V. Patel, “Saturn’s insides are sloshing around”,MiT Technology Review, 2021. Consultabile al seguente indirizzo: https://www.technologyreview.com/2021/08/16/1031996/saturn-core-insides-sloshing-rings-cassini?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=dfecc4e065-briefing-dy-20210824&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-dfecc4e065-46136706

[2] Digilands, “I moti convettivi”, 2013. Consultabile al seguente indirizzo: http://www.digilands.it/natura-illustrata/scienzacultura/moti_convettivi/index.html

[3] Stelle bo astro, “Campo magnetico di Saturno”. Consultabile al seguente indirizzo: http://stelle.bo.astro.it/archivio/2004.06.08-transito-venere/Sole-Pianeti/planets/satmag.htm

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Autore articolo

Martina Shalipour Jafari

Martina Shalipour Jafari

Redattrice

Giornalista pubblicista ed esperta di comunicazione digitale.
Instancabile lettrice e appassionata di cinema.
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