Il nuovo film di Luc Besson, Dracula – L’amore perduto, ci regala una messinscena che di Dracula ha ben poco. Si tratta di un film visivamente delirante, in cui il titolo funziona da “clickbait” per gli spettatori, ma che in realtà rivela un’anima completamente opposta a ciò che ci si aspetta.
Una trama che non esiste
Il Conte Dracula che ci restituisce il regista francese, Luc Besson, non è l’icona sanguinaria che la tradizione ci ha insegnato. Il film inizia con alcune scene d’amore bellissime tra il magnetico Caleb Landry Jones e la minuta Isabella, interpretata dall’attrice Zoe Sidel. I due giocano come bambini e si amano come se nient’altro intorno a loro esistesse. Ed è proprio questo il punto.
Per tutto il film è l’amore a essere il protagonista. Ambientato in una Parigi di fine ‘800, ogni elemento scenografico, perfino ogni bravissimo attore che contribuisce alla narrazione, sbiadisce davanti allo sguardo dilatato e magnetico di Dracula per la sua amata.
A ricucire le sorti di una trama quasi nulla c’è lui, il solo e unico Christoph Waltz, nei panni del prete tedesco Van Helsing. La sua missione è quella di trovare il famigerato demone e porre fine alla sua dannata esistenza una volta per tutte.
Una controparte del tutto terrena e più umana, che bilancia quella folle e sentimentale del protagonista.
L’amore che salva e condanna
Besson sembra voler utilizzare il personaggio di Dracula per raccontare una storia di devozione assoluta, capace di superare i limiti dello spazio e del tempo. Contaminato da scene musicali, rese accattivanti dalla musica riconoscibile del compositore Denny Elfman, da scene di combattimento realizzate fin troppo bene, da momenti in computer grafica per niente convincenti, il film riesce a farsi sentire.
Tenerezza e violenza sono facce della stessa medaglia, in cui l’amore diventa un elisir di immortalità. Ma cos’è l’immortalità se non la più grande condanna?
Non è una pellicola che resuscita i morti, ma è una pellicola che dona ai morti un cuore che batte più forte di qualsiasi altra cosa.
Autore articolo

Sara Giovannoni
Redattrice
Copywriter pubblicitario, cinefila, nerd.
Cerco di vivere la vita sempre con la curiosità e lo stupore di un bambino.
Amo scrivere delle cose che mi appassionano,
ecco perché spero di pubblicare, prima o poi, il mio libro sul Giappone.
Intanto keizoku wa chikara nari.
Se volete, andate a cercare il significato!









