Manipolare il DNA per sconfiggere le malattie. Ebbene, quello che fino a qualche anno fa sembrava fantascienza è diventata realtà, una realtà che sta riscrivendo il futuro della medicina: la terapia genica.
Se dovessimo riassumere in una frase cosa sia, potremmo dire che è l’arte di curare una malattia non con un farmaco tradizionale che ne attenua i sintomi, ma andando a riparare direttamente il “pezzo rotto” nel nostro codice genetico, il DNA, che ne è la causa. In pratica, introduciamo un gene sano al posto di quello malfunzionante per ripristinare la corretta funzione cellulare. È una rivoluzione, un vero e proprio cambio di paradigma: non curiamo più solo i sintomi, ma puntiamo alla radice del problema, offrendo in molti casi la speranza di una cura definitiva.
Ma la cosa più emozionante è che non parliamo più solo di ricerche in laboratorio. Nel 2025, siamo nel pieno di una vera e propria ondata di successi clinici.
Terapia genica: recuperare la vista nel 2025
L’Italia, ancora una volta, si conferma un’eccellenza nella ricerca e un esempio eclatante di ciò è arrivato proprio di recente. Immaginate di vivere con la costante paura di perdere la vista. Questo è il dramma di chi è affetto dalla Sindrome di Usher di tipo 1B, una rara malattia genetica che provoca sordità fin dalla nascita e una progressiva perdita della vista, la cosiddetta retinite pigmentosa, per la quale, fino a poco tempo fa, non esistevano cure efficaci per la parte oculistica.
Ebbene, a Napoli, grazie al lavoro dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina, è accaduto l’ incredibile. Per la prima volta al mondo, un paziente di 38 anni è stato trattato con successo con una nuova terapia genica che gli ha permesso di recuperare parzialmente la vista.
Questo non è un piccolo miglioramento, è un evento che cambia la vita. Il team italiano ha sviluppato un innovativo approccio “a doppio vettore” per superare la sfida di un gene, il MYO7A, troppo grande per essere inserito in un unico “veicolo” virale tradizionale. Hanno diviso il gene in due parti che, una volta iniettate nella retina, si sono ricomposte all’interno delle cellule, ripristinando la funzione visiva. Sembra una magia e lo è, la magia della ricerca e della medicina.
Tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, altri sette pazienti italiani sono stati trattati in questo centro, con dati preliminari che confermano la sicurezza e la tollerabilità del trattamento e segni incoraggianti di miglioramento visivo. Questa ricerca non offre speranza solo a chi soffre di Sindrome di Usher, ma apre la strada a terapie per altre malattie oculari ereditarie causate da geni di grandi dimensioni finora considerate incurabili.
Terapia genica: un sangue nuovo
La vista non è l’unico campo in cui la terapia genica sta facendo passi da gigante. Le malattie del sangue, o ematologiche, sono state tra le prime a beneficiare di queste innovazioni, specialmente per l’Anemia Falciforme.
Questa malattia, che colpisce milioni di persone nel mondo, è causata da un difetto in un gene che rende i globuli rossi a forma di falce, bloccando il flusso sanguigno e causando crisi di dolore lancinanti e danni agli organi. Fino ad oggi, le cure principali prevedevano trasfusioni di sangue regolari e farmaci per gestire il dolore.
Adesso, una delle storie di maggiore successo è legata all’uso di una tecnica all’avanguardia chiamata editing di base (oppure base editing). A differenza delle precedenti terapie geniche, che aggiungevano semplicemente una copia corretta del gene, l’editing di base permette di correggere in modo sicuro e ultra-preciso il gene difettoso all’interno delle cellule staminali del paziente. I risultati dei primi studi clinici sono pazzeschi: i pazienti trattati, dopo una singola somministrazione, vivono senza crisi dolorose e senza la necessità di trasfusioni di sangue. In sostanza, il loro corpo ha ricominciato a produrre globuli rossi sani.
Lo stesso successo avviene anche nell’Emofilia, dove la terapia genica mira a fornire il gene che permette al corpo di produrre il fattore di coagulazione mancante. Il trattamento di un primo paziente con Emofilia A nel Lazio, avvenuto nel novembre del 2025, è un altro tassello che si aggiunge al quadro di questa rivoluzione, promettendo di liberare i pazienti dalla schiavitù delle infusioni, che dovrebbero essere continuative.
Terapia genica: un esercito contro il cancro, le cellule CAR-T
Quando si parla di tumori, la battaglia è ancora più complessa. Anche qui la terapia genica ci offre armi potenti e personalizzate: le cellule CAR-T. Non sono una terapia genica nel senso stretto in cui ripariamo un gene ereditario, ma sono una forma avanzata di terapia cellulare, però modificata geneticamente.
Funziona così: si prelevano i linfociti T, le cellule “soldato” del sistema immunitario, dal paziente. Poi, in laboratorio, vengono modificate geneticamente per dotarle di un “Recettore Chimerico per l’Antigene” (da cui l’acronimo CAR) che funge da sensore. Questo sensore permette alle cellule T di riconoscere e attaccare con estrema precisione le cellule tumorali. Una volta reinfuse nel paziente, queste cellule modificate sono in grado di moltiplicarsi e di dare la caccia al tumore in modo mirato.
Nel 2025, le terapie CAR-T continuano a mostrare risultati eccellenti nel trattamento di tumori del sangue avanzati, come alcune forme di Leucemia e Linfoma. La novità è l’estensione di questa tecnica a tumori solidi difficili, come il Glioblastoma, un aggressivo tumore cerebrale. Nuovi tipi di terapie CAR-T personalizzate stanno migliorando i tassi di sopravvivenza e riducendo gli effetti collaterali rispetto alla chemioterapia tradizionale, offrendo una speranza concreta anche per patologie finora ritenute quasi impossibili da trattare. La ricerca sulle CAR-T è portata avanti in tutto il mondo. In Italia, nello specifico, c’è la sperimentazione che avviene nei laboratori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, affiancato dall’Officina farmaceutica, che sviluppa farmaci sperimentali. Una ricerca importantissima, supportata da enti e associazioni, come Fondazione Heal, il cui supporto allo sviluppo della ricerca è sempre stato presente.
Terapia genica: le sfide da non sottovalutare
Tuttavia, come ogni importante cambiamento, anche quello legato alla rivoluzione della terapia genica porta con sé delle sfide. Sebbene i risultati clinici siano straordinari, ci sono tre nodi cruciali da sciogliere.
Il primo è la sicurezza a lungo termine. Molte di queste terapie sono relativamente nuove e la ricerca deve ancora dimostrarne l’efficacia e la sicurezza a lungo termine, specialmente nei pazienti più anziani o in quelli con danni tissutali già estesi.
Il secondo è l’accessibilità economica. Le terapie geniche sono estremamente complesse da produrre e personalizzare. I costi di un singolo trattamento possono essere altissimi, spesso superando il milione di euro. La sfida per i sistemi sanitari di tutto il mondo, inclusa l’Italia, è trovare modelli di rimborsabilità sostenibili che permettano di mettere a disposizione queste cure innovative a tutti i pazienti che ne hanno bisogno.
Infine, c’è la sfida dell’ottimizzazione dei vettori virali e della gestione della risposta immunitaria. Per trasportare il gene sano all’interno delle cellule malate, i ricercatori usano spesso dei virus modificati, resi innocui, che agiscono come “navette” molecolari. È fondamentale che queste navette siano il più efficiente e sicure possibile e che il sistema immunitario del paziente non le rigetti, vanificando altrimenti il trattamento.
La speranza è che l’investimento sistemico nella ricerca continui a trasformare ogni scoperta scientifica in una cura concreta. Perché, in fondo, l’obiettivo non è solo prolungare la vita, ma restituire autonomia, dignità e qualità della vita a chi era destinato a perdere tutto. Il futuro della medicina è qui, scritto nel nostro DNA.
Fonti:
Osservatorio terapie avanzate, La terapia genica, consultabile al link: https://www.osservatorioterapieavanzate.it/terapie-avanzate/terapia-genica
Continental Hospitals, Le innovazioni della terapia genica, consultabile al link: https://continentalhospitals.com/it/blog/gene-therapy-breakthroughs-in-2025/
Ricerca malattie genetiche rare, Napoli – primo intervento di terapia genica, consultabile per intero al link: https://www.fondazionetelethon.it/storie-e-news/news/dalla-ricerca/napoli-primo-intervento-al-mondo-di-terapia-genica-per-una-rara-malattia-della-retina/
Agenzia italiana del farmaco, La terapia CAR-T, consultabile al link: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Terapie_CAR-T.pdf
Autore articolo

Sara Giovannoni
Redattrice
Copywriter pubblicitario, cinefila, nerd.
Cerco di vivere la vita sempre con la curiosità e lo stupore di un bambino.
Amo scrivere delle cose che mi appassionano,
ecco perché spero di pubblicare, prima o poi, il mio libro sul Giappone.
Intanto keizoku wa chikara nari.
Se volete, andate a cercare il significato!








