Negli ultimi giorni, una notizia proveniente dai laboratori di Madrid sta facendo il giro del mondo: un gruppo di ricercatori spagnoli avrebbe trovato il modo di “eliminare” il tumore al pancreas. Ma quanto c’è di vero? Siamo di fronte alla cura definitiva o a un (seppur enorme) passo in avanti della ricerca? Vediamo insieme di cosa parlano le testate in questi giorni e che cosa ha effettivamente scoperto uno dei nomi più autorevoli medici oncologi del mondo, il dottor Mariano Barbacid.
Tumore al pancreas: chi è Mariano Barbacid
Mariano Barbacid non è un nome nuovo per la scienza; è l’uomo che negli anni ’80 isolò il primo oncogene umano (il gene che causa il cancro). Oggi, insieme al suo team del CNIO, ha pubblicato sulla rivista scientifica PNAS i risultati di una ricerca durata sei anni sul tumore al pancreas.
La vera novità sta nella strategia d’attacco. Il tumore al pancreas, in particolare l’adenocarcinoma duttale (la forma più comune e aggressiva), è noto per essere una vera “fortezza” biologica, capace di adattarsi e resistere a quasi ogni farmaco. Così, il team spagnolo ha deciso di smettere di colpire un solo bersaglio e ha testato una tripla terapia combinata che agisce su tre fronti contemporaneamente:
- KRAS: il “motore” principale della crescita tumorale;
- EGFR: una sorta di segnale di emergenza che il tumore usa per sopravvivere;
- STAT3: un meccanismo di backup che aiuta le cellule malate a resistere allo stress delle cure.
Tumore al pancreas: una risposta mai vista prima
Il dato che ha lasciato a bocca aperta la comunità scientifica è l’efficacia quasi assoluta di questo triplo “attacco al sistema” tumorale. Nei test condotti su modelli animali (topi) e su tessuti tumorali umani in laboratorio è evidente una scomparsa totale del tumore.
Inoltre, al termine del trattamento, il cancro non è tornato per mesi. Un lasso di tempo incredibilmente lungo per i modelli animali, che lascia ben sperare per le cellule umane. E, per finire, a differenza della chemioterapia tradizionale, questa combinazione di tre farmaci mirati è stata tollerata molto bene, senza gravi effetti collaterali.
Tumore al pancreas: possiamo parlare di cura definitiva?
Parlare di cura definitiva quando c’è in ballo un tumore, tra l’altro tra i più difficili da combattere, forse è un azzardo. Come ha sottolineato lo stesso Barbacid: “abbiamo ottenuto risultati senza precedenti, ma siamo ancora nella fase pre-clinica”.
Cosa significa in parole semplici? Significa che la cura ha funzionato magnificamente sui topi e nei test in provetta, ma non è ancora stata testata sugli esseri umani. Il corpo umano è immensamente più complesso di quello di un roditore e il passaggio ai trial clinici (i test sui pazienti) richiederà ancora tempo e molta attenzione per garantirne la sicurezza.
E, soprattutto, ancora tanta tanta ricerca.
Tumore al pancreas: perché fa così paura?
Il pancreas è un organo vitale ma tra i più nascosti: si trova in profondità nell’addome, celato dietro lo stomaco. Questa sua posizione lo rende difficile da esaminare con una semplice ecografia, ma non è l’unico motivo per cui è così pericoloso.
Nelle fasi iniziali, il tumore non dà quasi mai sintomi chiari. Quando compaiono i primi segnali, come mal di schiena, stanchezza o una digestione difficile (ovviamente questi sono solo sintomi indicativi e per nulla specifici di una diagnosi reale), spesso la malattia è già in stadio avanzato.
Poi, questo tumore è circondato da una sorta di “guscio” di tessuto fibroso (chiamato stroma) che agisce come uno scudo, impedendo ai farmaci della chemioterapia di penetrare efficacemente all’interno, complice anche la sua dinamicità che porta le cellule a modificarsi e metastatizzare anche in altre zone del corpo.
Proprio per queste caratteristiche, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è ancora purtroppo molto bassa rispetto ad altri tumori. Ed è qui che la ricerca spagnola entra in gioco, cercando di abbattere quel “guscio” e bloccare i motori che permettono al cancro di correre così veloce.
Tumore al pancreas: non c’è ancora una cura definitiva, ma si tratta di un momento storico
Fino ad oggi, il tumore al pancreas era considerato quasi inarrivabile dai farmaci mirati. Questa scoperta dimostra che non è invincibile. Abbiamo finalmente trovato una combinazione di diversi fattori capace di scardinare la serratura di questa malattia. Tutto questo grazie alla ricerca, che resta sempre e comunque l’unica bussola in grado di indicare ai medici esattamente quale strada percorrere nei prossimi anni.
Fonti:
CNIO (Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas): The group led by Barbacid at CNIO completely eliminates pancreatic tumours in mice – comunicato ufficiale del centro di ricerca che descrive la tripla terapia
PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences): studio originale (pubblicato tra fine 2025 e inizio 2026)
Sky TG24: Tumore al pancreas, dalla Spagna una nuova cura con tre farmaci fa sperare – articolo dettagliato sulla conferenza stampa di Barbacid
ANSA / QuiFinanza: Tumore al pancreas, dalla Spagna una nuova speranza per la cura – analisi dei risultati sui modelli animali
Adnkronos: Cancro al pancreas, l’annuncio dalla Spagna: “Tumore eliminato nei topi” – sintesi delle dichiarazioni dei ricercatori
Autore articolo

Sara Giovannoni
Redattrice
Copywriter pubblicitario, cinefila, nerd.
Cerco di vivere la vita sempre con la curiosità e lo stupore di un bambino.
Amo scrivere delle cose che mi appassionano,
ecco perché spero di pubblicare, prima o poi, il mio libro sul Giappone.
Intanto keizoku wa chikara nari.
Se volete, andate a cercare il significato!







