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Il prelievo di acqua dal sottosuolo ha spostato l’asse terrestre

Lo spostamento di grandi masse hanno un forte impatto sul pianta e ora ne abbiamo le prove

prelievo di acqua dal sottosuolo

Sembra incredibile eppure le cose stanno così: l’uomo ha pompato così tanta acqua dal sottosuolo da aver cambiato l’inclinazione dell’asse terrestre[1]. A dirlo sono i ricercatori guidati dallo scienziato Ki-Weon Seo, geofisico della Seoul National University, che si sono occupati dello studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. Ma come è possibile che ciò avvenga e soprattutto come sono giunti a questa conclusione (decisamente poco intuitiva – diremmo noi)? Vediamolo insieme.

Prelievo di acqua dal sottosuolo: abbiamo fame d’acqua

L’inclinazione dell’asse di un pianeta è generalmente stabile ma quando grandi masse cambiano la propria posizione all’interno del pianeta, possono provocarne piccoli cambiamenti. Si tratta di un fenomeno che accade in parte naturalmente, ad esempio con i cambiamenti di stagione, quando i movimenti delle masse atmosferiche provocano piccoli spostamenti dell’asse. Si tratta di piccole variazioni, qualche metro all’altezza dei due poli geografici.

Stando ai dati riportati dai ricercatori il polo terrestre “si è spostato verso 64,16 ° E a una velocità di 4,36 cm / anno durante il periodo 1993-2010 a causa dell’esaurimento delle acque sotterranee e del conseguente innalzamento del livello del mare”[2]. L’aspetto interessante di questo studio sta proprio nella valutazione degli effetti dell’attività antropica sul pianeta a un livello che potremmo definire superiore. Non si tratta di semplice cambiamento climatico, come spesso si parla quando ci si riferisce allo scioglimento dei ghiacci o dell’innalzamento delle temperature medie. In questo caso i cambiamenti – significativi – sulla Terra sono meno immediati ma, come osserviamo, altrettanto determinanti.

Prelievo di acqua dal sottosuolo: questa non è un’esercitazione

Si stima, infatti, che l’acqua netta persa dai serbatoi sotterranei tra il 1993 e il 2010 sia oltre 2 trilioni di tonnellate. La causa principale di questo innalzamento sarebbe la necessità di fornire acqua al settore agricolo, perennemente assetato, ma ciò ha portato al conseguente innalzamento degli oceani di 6,24 millimetri tra il 1993 e il 2010. Per quanto il fenomeno interessi tutto il pianeta a diversi livelli, lo studio ha evidenziato un forte impatto nell’area dell’India nordoccidentale e del Nord America occidentale mostrano significative diminuzioni nello stoccaggio delle acque sotterranee.

Finora questa ipotesi era difficilmente confutabile data la difficoltà nel valutare l’impatto dell’esaurimento dei bacini idrici sotterranei a livello globale. Grazie all’uso di nuove forme di rilevamento, su più ampia scala, i ricercatori sono riuscita a dare un nuovo grande contributo all’analisi degli impatti ambientali dell’attività umana, osservando e misurando qualcosa che sembrava difficile da valutare. Cosa comporta ciò per la Terra ed i suoi abitanti… questo lo studio non ce lo dice.


[1] Davide Castelvecchi, “Rampant groundwater pumping has changed the tilt of Earth’s axis”, Nature, 2023. Consultabile al seguente indirizzo: https://www.nature.com/articles/d41586-023-01993-z?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=62431ad122-briefing-dy-20230619&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-62431ad122-46136706

[2]  Ki Weon SeoDongryeol RyuJooyoung Eom, et al. “Drift of Earth’s Pole Confirms Groundwater Depletion as a Significant Contributor to Global Sea Level Rise 1993–2010”, Geophysical Research Letters Volume 50, Issue 12, 2023. DOI: https://doi.org/10.1029/2023GL103509


Autore articolo

Martina Shalipour Jafari

Martina Shalipour Jafari

Redattrice

Giornalista pubblicista ed esperta di comunicazione digitale.
Instancabile lettrice e appassionata di cinema.
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