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Le 10 news scientifiche del 2022

Cosa ci ha lasciato l’anno appena concluso? Leggiamolo insieme

news scientifiche 2022

È stato un anno molto intenso questo 2022, con una pandemia da Coronavirus non ancora terminata e lo scoppio della guerra in Ucraina che da ‘guerra lampo’ quale doveva essere ai suoi esordi, sembra ben lontana dalla conclusione. Ma sono moltissime le novità che ci arrivano dalla Scienza dall’anno appena concluso. La nostra redazione ha cercato di fare una selezione delle news scientifiche che riteniamo più interessanti. Vediamole una per una.

Le news scientifiche del 2022: le immagini del James Webb Space Telescope (JWST)

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Fonte immagine: Space Telescope Science Institute Office of Public Outreach/Public

È stato uno degli eventi scientifici più attesi del 2022. Lanciato nello spazio il 25 dicembre 2021, il James Webb Space Telescope (JWST) ha raggiunto il punto di Lagrange L2 a 1.500.000 km dalla Terra agli inizi di gennaio ma il momento più delicato è stata l’apertura del suo enorme specchio, fondamentale per catturare gli infrarossi. Gli schermi solari, delle dimensioni di un campo da tennis, lo proteggono dal calore e dalla luce del sole, mentre il suo grande specchio segmentato – 18 segmenti che coprono 6,5 metri (21,3 piedi) nel punto più largo – gli consente di catturare efficacemente la luce infrarossa. Grazie a questa nuova tecnologia siamo in grado di osservare l’Universo ben più lontano e con immagini di qualità superiore di quanto fossimo in grado fino a questo momento. Nei pochi mesi di attività ci ha già regalato delle immagini spettacolari (come quella qui in alto) e ha reso possibile l’osservazione di due lontanissime galassie. Siamo certi che il JWST ci regalerà ancora moltissime sorprese nel prossimo futuro.

Le news scientifiche del 2022: un embrione umano con tre DNA

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Fonte immagine: https://www.institutobernabeu.com/

Circa un bambino su 5.000 nasce con una malattia provocata da mutazioni del DNA mitocondriale. Malattie, queste, che possono coinvolgere vari organi vitali tra i quali il cervello e il cuore. Recentemente sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PLoS Biology i risultati di una ricerca condotta in Cina su degli embrioni con tre DNA differenti. La tecnica utilizzata si chiama trasferimento del fuso ed è una delle tre tecniche di sostituzione mitocondriale attualmente in uso. Attraverso di essa, il DNA mitocondriale difettoso viene trasferito a un ovulo donatore con mitocondri sani a cui è stato rimosso il DNA nucleare. La cellula uovo, una volta bio-ingegnerizzata, viene poi fecondata in vitro dallo sperma del padre. Il risultato finale è quello di un embrione dotato di tre DNA: quello dei genitori più quello mitocondriale del donatore. A questo embrione è stato permesso di svilupparsi per circa una settimana dal momento della fecondazione e, paragonandolo con altri embrioni ‘di controllo’, è stato osservato che entrambi i gruppi avevano livelli quasi identici di espressione genica e trascrizione.

Una nuova epidemia globale chiamata vaiolo delle scimmie

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Fonte: corriere.it

Con lo scoppio della pandemia da Coronavirus nel 2020 era già stato previsto tutto: in futuro il pianeta avrebbe dovuto affrontare altri virus e altre pandemie. Forse non pensavamo sarebbe accaduto così presto! La primavera scorsa un nuovo pericolo si è affacciato a minacciare la salute globale. Partito da un piccolo focolaio a Las Palomas, Gran Canaria (Spagna), il vaiolo delle scimmie, adesso definito mpox, si è diffuso rapidamente in varie aree della Terra. Si tratta di una infezione zoonotica che ha origine da un virus simile a quello del vaiolo, generalmente trasmesso all’uomo tramite un vettore animale quali primati e piccoli roditori. La trasmissione tra gli uomini è possibile ma scongiurabile dall’uso di precauzioni. Il rischio cresce in caso di neonati, bambini piccoli e persone immunocompromesse che possono essere a rischio di forme più gravi. 

È o non è l’anno determinante dei cambiamenti climatici?

Forse non tutti ne hanno ancora preso coscienza ma il clima sta cambiando e a un ritmo vertiginoso. Nonostante le politiche adottate da buona parte dei Paesi del mondo per piegare verso il basso la curva delle emissioni, l’obiettivo fissato di +1,5°C di aumento delle temperature entro questo secolo sembra ben lontano dall’essere realizzabile. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato nel 2022, l’aumento previsto è di almeno +2,5°C. I fenomeni climatici insoliti stanno aumentando di frequenza e la politica continua a dimostrarsi inadatta ad affrontare il problema: è quanto emerge, ancora una volta, dalla tanto attesa Conferenza sul clima (COP27) di Sharm el-Sheikh (Egitto). Alluvioni, nevi perenni ridotte di anno in anno, tempeste di neve improvvise e temperature medie sempre più alte. Ciascun Paese al mondo sta avendo la propria dose di guai climatici. Ed è solo l’inizio di cosa ci attende nel prossimo futuro.

Le news scientifiche del 2022: la fusione nucleare che non ti aspetti

È una delle news scientifiche più interessanti e di impatto della seconda parte del 2022. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha trovato un bel pacco sotto l’albero. Gli scienziati del laboratorio nazionale Lawrence Livermore sono riusciti lì dove finora avevamo sempre fallito: realizzare una fusione nucleare che producesse più energia di quella necessaria per innescarla. La reazione è stata innescata dall’uso di 192 fasci laser in qualche miliardesimo di secondo, all’interno di una camera a vuoto, contenente un contenitore cilindrico forato e lungo alcuni millimetri al cui interno vi erano trizio e deuterio. Colpendo la parte interna del contenitore i fasci laser hanno generato dei raggi X e questi hanno colpito il guscio della sferetta, asportandolo e trasformandolo in plasma, ossia in un gas di particelle elettricamente cariche. Espandendosi, il plasma ha compresso il deuterio e il trizio fino a ottenere la pressione e la temperatura ideali per innescare la reazione di fusione. Si tratta di una notizia ‘esplosiva’ per il mondo scientifico ma che vedrà un impiego concreto nelle nostre vite non prima di 50-60 anni.

Il futuro della chirurgia è negli xenotrapianti?

Il futuro è già qui, almeno sui trapianti. Da alcuni mesi, ormai, il mondo della ricerca medica chiede alla FDA (Food and Drug Administration) di dare la propria approvazione agli xenotrapianti, trapianti di organi da animali a essere umani. Esperimenti sono già avvenuti con successo con trapianti su primati non umani, principalmente babbuini, ma agli inizi dello scorso anno è stato tentato anche il primo da maiale a essere umano. Un paziente cardiopatico ha ricevuto un cuore proveniente da un maiale, nel Maryland, autorizzazione giustificata come misura compassionevole. L’uomo ha superato l’intervento e non ha rigettato l’organo, tuttavia è venuto a mancare un paio di mesi dopo a causa di una infezione da citomegalovirus suino (PCMV). Le indagini sono attualmente in corso ma la strada sembra ben tracciata.

Un anno difficile per i diritti umani: donne e aborto

Donne di tutto il mondo uniamoci! Nonostante i decenni trascorsi dal momento della conquista del diritto all’aborto, il 2022 è stato l’anno in cui questo diritto ha rischiato seriamente di tramontare. La necessità di legiferare su cosa le donne possano o non possano fare del proprio corpo e della vita che portano in grembo è diffusa su tutto il pianeta. Gli Stati Uniti, però, hanno fatto scuola con una sentenza che ha fatto discutere. Il diritto all’aborto negli USA era garantito dalla sentenza Roe v. Wade del 1973 che riconosceva il diritto costituzionale di una donna all’aborto e lo legalizzava a livello nazionale. Dopo la sentenza della Corte suprema dell’estate scorsa, che ha eliminato la garanzia costituzionale di questo diritto, negli Usa è esplosa una vera e propria guerra giurisdizionale fra Stati anti-abortisti e Stati pro choice e fra livello statale e livello federale. Un monito per ciascuno di noi a ricordare che i diritti ottenuti con tanto sacrificio non durano per sempre se non si è pronti a difenderli.

Le news scientifiche del 2022: l’esplosione vulcanica più potente di sempre

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Fonte immagine: https://gazzettadelsud.it/

Quella avvenuta il 14 gennaio 2022 a Tonga è stata l‘eruzione vulcanica più grande mai registrata in oltre 100 anni di rilevazioni. Protagonista il vulcano sottomarino di Hunga Tonga-Hunga HaʻApai, caratterizzato da una caldera di circa 5 chilometri di diametro sulla sua cima, parte della quale emergeva dalle acque. L’evento è stato talmente ‘traumatico’ che ha generato delle onde di tsunami che hanno attraversato tutto l’Oceano Pacifico, delle onde sonore udite a migliaia di chilometri di distanza (in Alaska, a poco meno di 10.000 km dal luogo dell’evento) e un’onda di shock atmosferico, ovvero un’alterazione della pressione atmosferica, registrata dai barometri di tutto il mondo. Un evento che i vulcanologi hanno calcolato si verifichi ogni 1000 anni per questo esuberante vulcano. L’ultimo documentato risale al tardo Medioevo.

Ci stiamo sciogliendo

Il continente antartico si sta sciogliendo a ritmi vertiginosi. Esteso quanto l’Europa, l’Antartide è ricoperto da una spessa calotta di ghiaccio che si estende sul mare formando una piattaforma di ghiaccio galleggiante di ben 931.000 km2. Ma questo ghiaccio non è eterno: iceberg sempre più grandi si stanno staccando per andare alla deriva nell’oceano. Secondo gli ultimi studi la perdita di ghiaccio è stimabile in 6 mila miliardi di tonnellate e chissà quanto altro ne è andato perduto fino a questo momento. Non solo. Il problema non riguarda solo le coste ma anche lo strato di ghiaccio che si va via via assottigliando anche verso l’interno del continente. A dircelo, in questo caso, sono i satelliti che monitorano dall’alto lo stato di regressione dei ghiacci. La situazione è seria: secondo la NASA questo processo continuerà e noi non possiamo far altro che monitorare.

La Scienza del futuro: abbiamo una terapia per l’emofilia?

L’FDA ha recentemente approvato l‘uso del farmaco Hemgenix come terapia genica per l’emofilia di tipo B. Sviluppato dalla società farmaceutica CSL Behring il farmaco utilizza un virus modificato per fornire un gene alle cellule epatiche del ricevente. Il gene codifica per una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue chiamata fattore IX, che le persone con la malattia non sono in grado di produrre. Gli studi clinici indicano che una singola dose di Hemgenix sarebbe in grado di garantire un minore sanguinamento nei soggetti affetti da forme mediamente gravi e gravi di emofilia di tipo B per 8 almeno anni. Dov’è l’intoppo, quindi? Il problema risiede nel costo della terapia che ammonta a 3,5 milioni di dollari per dose. Secondo la società produttrice, però, sarebbe comunque un grande risparmio per il sistema sanitario statunitense visto che, attualmente, un soggetto affetto da questo tipo di emofilia – circa il 15% dei casi totali – è costretta a ricevere iniezioni del fattore IX mancante due volte a settimana per un costo compreso tra i 5 a 5,8 milioni di dollari a persona. Il rischio è che il costo elevato possa impedirne l’utilizzo nei Paesi a medio e basso reddito, compromettendo la possibilità di migliorare la qualità della vita di tanti emofiliaci.

Autore articolo

Martina Shalipour Jafari

Martina Shalipour Jafari

Redattrice

Giornalista pubblicista ed esperta di comunicazione digitale.
Instancabile lettrice e appassionata di cinema.
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o portatemi a vedere un bel film.

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